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Il Colle della Cipriana San Nicolò La Rena |
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Stemma del Monastero Su disegno di Padre Valerio De franchi, benedettino ed eccellente matematico. il luogo scelto fù il Colle della Cipriana, corrispondente alla larga spianata su quale sorge l'attuale monastero. Lavori affidati alla maestria dell'imprenditore Santino Lombardo. L'opera pronta nel 1578, ma mai completata. Il tremendo terremoto del'11 gennaio 1693, che rase al suolo Catania, provocò la distruzione del monastero. Morirono 32 monaci. L'alba del nuovo secolo, che vide risorgere Catania dalle macerie, segnò anche la rinascita dell'Abazia di San Nicolò La Rena. La nuova chiesa iniziata nel 1730 su disegni di Giambattista Contini, fu portata innanzi in buona parte da Francesco, Antonio e Carmelo Amato. Nel settembre del 1776, il grandioso tempio viene inaugurato. Nel 1780 Stefano Ittar, porta a termina e consegna l'imponente cupola. Gli altari vengono impreziositi dalle tele di: F.Bourdart, G.Cades. D.Campolo, V.Camuccini, A.Cavallucci, M.Desiderato, N.La Piccola, B.Nocchi, M.Rossi, S.Tofaneli. Il fabbricato del benedettini è oggi occupato dalle scuole liceali, ginnasiali e tecniche, dall'istituto nautico. (1900). (oggi 2006, sede della facoltà di lettere e filosofia). E chiesa dei regolari, architettura dal Cav. Contini, da Roma, e sorge in piazza Dante, col prospetto ad oriente, molto alto ma incompleto per la soverchia magnificenza che intendea darsigli. Esso ha tre porte gerentite da cancelli ed é preceduto da una gradinata larga 55 metri, alla cui base sono piantate, alla distanza di pochi metri l'una dall'altra. Salita la gradinata segue un ampio piazzale rettangolare da nord a sud. Dinanzi al prospetto vengonsi poggiate su alti zoccoli dieci colonne non monoliti di grosso diametro e di varie altezze, prive di capitelli e che nulla sostengono, Si contano 3 finestroni quadri-lunghi con balaustre ed altri due così detti occhialoni sulle porte laterali. Al centro sorge isolato l'altare Maggiore di agate e bronzo dorato con alcune scene dei Ss. Nicolò e Benedetto, opera dell'orafo romano Belli; e tutt'ingiro alla pareti un coro ligneo con 96 stalli scolpiti da Nicolò Bagnasco, Palermitano. Una stupenda meridiana che occupa lo spazio di m. 39 di longitudine, fu cominciata dal cav. Niccolò Cacciatore, morto il quale l'impresa fu portata a compimento nel 1841 dagli insigni Wolfrang Sartorius barone di Valtersaursen di Gottinga, e il prof. Cristiano Peters di Flensburgo. Lo spettro solare vi passa con un diametro il maggiore in inverno di 938 mm ed il minore in estate di 28 mm senza penombra. L'altezza dello gnomone sulla linea della meridiana è di m 23 e 895 mm. Nei fianchi dei lastroni marmorei con figure dello zodiaco si possono leggere varie nozioni relative alla meridiana e non poche fisiche osservazioni che ci riguardano. In sagrestia vi si conserva un simulacro ligneo di S. Benedetto e un dipinto murale, del siciliano Picaro. Le campane sono 5, la maggiore delle quali venne fusa nel 1708, ma essendo ora rotta dovrebbe rifondersi a cura, e la seconda nel 1683. Nel 1990 sua ecc mons, Luigi Bommarito Arcivesco di Catania, affidò la Chiesa ai P. Benedettini di San Martino dalla Scale, Palermo, che vi rimasero solo 3 anni. Dedico questa pagina nel ricordo del mio Amico, Prof. Antonello Germanà Distefano |
La meridiana
l vecchio monastero di Nicolosi
La scalinata del monastero
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